

Fino
a domenica in scena al teatro Anfitrione di Roma
uno spettacolo tratto dal film cult di Mel Brooks
La
"inumana" sfida del
dottor Frankenstein junior
di Paolo FANTAUZZI
![]() |
Quello di Mel Brooks trent'anni fa fu un omaggio del primo
classico "Frankenstein" e, al tempo stesso, una parodia, un affettuoso
omaggio alla bellezza dei vecchi film in bianco e nero. |
La
musica, che va dai toni epici a quelli beffardi, accompagna e
sottolinea la particolarità del frangente, sottolineando, ove
necessario, ora l'aspetto grave (Wagner, "2001 Odissea nello spazio"),
ora quello inquietante (il tema de "Lo squalo"), ora il comico (come
avviene con l'uso di "Je t'aime moi non plus" o della colonna sonora de
"La pantera rosa").
Nella inarrestabile sequenza di gag e battute, degna di nota è la
bravura degli attori nel ruolo degli assistenti del dottore (Sebastian
Barbalan e Viviana Lentini) in un ruolo non facile che nel film erano
interpretati da due fenomeni come Marty Feldman e Teri Garr. Allo
stesso modo regge bene il confronto anche l'attore Angelo De Angelis,
che in una parte esclusiva e quindi tutt'altro che semplice -
soprattutto per il precedente rappresentato dal grande genio comico di
Gene Wilder - in una scoppiettante miscela di comicità e teatralità
riesce bene a reggere quasi da solo lo spettacolo come si conviene ad
un "one-man-show".
Al Teatro Anfitrione, Via di San Saba 24 - Roma.
Repliche fino al 31 ottobre alle ore 21.00, domenica alle 17.30.